Giovedì, 18 Agosto 2005 - Sant'Elena, imperatrice  

Regole ed esortazioni
Regola non bollata del 1221
Regola bollata del 1223
Piccolo Testamento
Testamento
Regola di vita negli eremi
Scritti per Chiara d’Assisi
Ammonizioni
REGOLE ED ESORTAZIONI

REGOLE ED ESORTAZIONI

rancesco d’Assisi, considerato come autentica luce venuta a rischiarare un mondo avvolto nelle tenebre, fu “artista e maestro di vita evangelica veramente glorioso”. Egli, continua il Celano, “a tutti dava una regola di vita, e indicava la via della salvezza a ciascuno secondo la propria condizione” (I Cel., n. 37).
Se non si è ancora trovato il testo della “forma di vita o Regola” per i frati, quella composta soprattutto di frasi evangeliche e di qualche norma di vita comune essenziale (cf. I Cel., n. 32), si può ritenere con certezza che essa sia rifluita nella redazione intermedia, la cosiddetta “REGOLA NON BOLLATA”, presentata al Capitolo del 1221. Con i suoi 23 (o 24) capitoli, essa è il documento più prezioso, perché vera storia di una vita e regola nel suo crescere, attraverso la sperimentazione decennale e la discussione familiare di tutta la fraternità. La “Leggenda dei tre compagni” afferma che Francesco scrisse e sperimentò più Regole, prima di comporre quella definitiva (cf. Leggenda dei tre compagni, n. 35). E’ rimasta solo quella del 1221, che però non fu presentata alla Sede Apostolica. Ridotta in forma più concisa e più giuridica (cf. Leg. mag., cap. IV, n. 2), finalmente fu presentata a papa Onorio III, il quale la confermò con la bolla “Solet annuere” del 29 novembre 1223. E’ la “REGOLA BOLLATA” o definitiva, che consta di soli 12 capitoli.
Proprio per stimolare una osservanza più “cattolica” o fedele di detta Regola, Francesco dettò il “PICCOLO TESTAMENTO”. Nella primavera del 1226, mentre, malato, si trovava a Siena, dopo una notte di crisi terribili, egli, pensando di essere prossimo alla morte, dettò a frate Benedetto da Bisarco le sue ultime volontà; tre sole parole che egli lascia come suo ricordo, memoria e benedizione: amore reciproco; fedeltà alla Chiesa; osservanza e fedeltà alla povertà.
Nelle ultime settimane della sua vita, Francesco dettò il grande “TESTAMENTO”, indirizzato particolarmente ai frati, avente lo scopo di sintetizzare la sua vita, le sue scelte, i suoi ideali più cari, quali: la vita evangelica in povertà; la gioia della vita di penitenza; l’amore per Cristo, specialmente nell’Eucarestia; l’apostolato tra il popolo; la devozione e l’incondizionata fedeltà alla Chiesa; la preghiera della fraternità francescana; il lavoro visto come una grazia di Dio; la letizia di una vita semplice accanto ai più poveri ed umili; la fedeltà assoluta al progetto di vita fissato nella Regola. A illuminare meglio il quadro della vita di Francesco e del suo Ordine, concorre efficacemente la raccolta delle “AMMONIZIONI”; esse consistono in ventotto brevi scritti denominati anche: “Parole di sacra ammonizione del venerabile padre San Francesco a tutti i frati”. Forse soltanto alcune di esse furono dettate alla lettera dal Santo, le altre furono trascritte a senso. E’ probabile che egli le avesse rivolte ai frati durante i Capitoli. Qualcuna, senza dubbio, fu oggetto di conversazioni private, altre dette e ripetute durante le sue prediche.
Per i frati desiderosi di condurre una vita di sola contemplazione, Francesco stilò una particolare “REGOLA DI VITA NEGLI EREMI”, la cui composizione è collocabile, a detta della critica, tra il 1217 e il 1221.
Santa Chiara, inoltre, ha conservato due biglietti nei quali il “Poverello” serafico le aveva comunicato la “FORMA DI VITA” e la “ULTIMA VOLONTÀ”. Il primo documento è ricavato dalla Regola di Santa Chiara (cap. 6,3-4), che ha conservato questo scritto, ricordandone circostanze e natura: “Il beato padre... scrisse per noi la forma di vita in questo modo …”. Lo scritto è collocabile, al massimo, agli inizi del 1213. Il secondo documento è stato conservato da Chiara nello stesso capitolo della Regola, presentandolo come “sua ultima volontà” inviata a lei e a tutte le suore che le sarebbero succedute, da Francesco “poco prima della sua morte” (Regola di Santa Chiara, 6,6-9).


REGOLE ED ESORTAZIONI

Regola non bollata del 1221
Regola bollata del 1223
Piccolo Testamento
Testamento
Regola di vita negli eremi
Scritti per Chiara d’Assisi
- Forma di vita
- Ultima volontà

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Paolo Rossi
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