rancesco
d’Assisi, considerato come autentica luce venuta a rischiarare
un mondo avvolto nelle tenebre, fu “artista e maestro
di vita evangelica veramente glorioso”. Egli, continua
il Celano, “a tutti dava una regola di vita, e indicava
la via della salvezza a ciascuno secondo la propria condizione”
(I Cel., n. 37).
Se non si è ancora trovato il testo della “forma
di vita o Regola” per i frati, quella composta soprattutto
di frasi evangeliche e di qualche norma di vita comune essenziale
(cf. I Cel., n. 32), si può ritenere con certezza che
essa sia rifluita nella redazione intermedia, la cosiddetta
“REGOLA NON BOLLATA”, presentata al Capitolo del
1221. Con i suoi 23 (o 24) capitoli, essa è il documento
più prezioso, perché vera storia di una vita
e regola nel suo crescere, attraverso la sperimentazione decennale
e la discussione familiare di tutta la fraternità.
La “Leggenda dei tre compagni” afferma che Francesco
scrisse e sperimentò più Regole, prima di comporre
quella definitiva (cf. Leggenda dei tre compagni, n. 35).
E’ rimasta solo quella del 1221, che però non
fu presentata alla Sede Apostolica. Ridotta in forma più
concisa e più giuridica (cf. Leg. mag., cap. IV, n.
2), finalmente fu presentata a papa Onorio III, il quale la
confermò con la bolla “Solet annuere” del
29 novembre 1223. E’ la “REGOLA BOLLATA”
o definitiva, che consta di soli 12 capitoli.
Proprio per stimolare una osservanza più “cattolica”
o fedele di detta Regola, Francesco dettò il “PICCOLO
TESTAMENTO”. Nella primavera del 1226, mentre, malato,
si trovava a Siena, dopo una notte di crisi terribili, egli,
pensando di essere prossimo alla morte, dettò a frate
Benedetto da Bisarco le sue ultime volontà; tre sole
parole che egli lascia come suo ricordo, memoria e benedizione:
amore reciproco; fedeltà alla Chiesa; osservanza e
fedeltà alla povertà.
Nelle ultime settimane della sua vita, Francesco dettò
il grande “TESTAMENTO”, indirizzato particolarmente
ai frati, avente lo scopo di sintetizzare la sua vita, le
sue scelte, i suoi ideali più cari, quali: la vita
evangelica in povertà; la gioia della vita di penitenza;
l’amore per Cristo, specialmente nell’Eucarestia;
l’apostolato tra il popolo; la devozione e l’incondizionata
fedeltà alla Chiesa; la preghiera della fraternità
francescana; il lavoro visto come una grazia di Dio; la letizia
di una vita semplice accanto ai più poveri ed umili;
la fedeltà assoluta al progetto di vita fissato nella
Regola. A illuminare meglio il quadro della vita di Francesco
e del suo Ordine, concorre efficacemente la raccolta delle
“AMMONIZIONI”; esse consistono in ventotto brevi
scritti denominati anche: “Parole di sacra ammonizione
del venerabile padre San Francesco a tutti i frati”.
Forse soltanto alcune di esse furono dettate alla lettera
dal Santo, le altre furono trascritte a senso. E’ probabile
che egli le avesse rivolte ai frati durante i Capitoli. Qualcuna,
senza dubbio, fu oggetto di conversazioni private, altre dette
e ripetute durante le sue prediche.
Per i frati desiderosi di condurre una vita di sola contemplazione,
Francesco stilò una particolare “REGOLA DI VITA
NEGLI EREMI”, la cui composizione è collocabile,
a detta della critica, tra il 1217 e il 1221.
Santa Chiara, inoltre, ha conservato due biglietti nei quali
il “Poverello” serafico le aveva comunicato la
“FORMA DI VITA” e la “ULTIMA VOLONTÀ”.
Il primo documento è ricavato dalla Regola di Santa
Chiara (cap. 6,3-4), che ha conservato questo scritto, ricordandone
circostanze e natura: “Il beato padre... scrisse per
noi la forma di vita in questo modo …”. Lo scritto
è collocabile, al massimo, agli inizi del 1213. Il
secondo documento è stato conservato da Chiara nello
stesso capitolo della Regola, presentandolo come “sua
ultima volontà” inviata a lei e a tutte le suore
che le sarebbero succedute, da Francesco “poco prima
della sua morte” (Regola di Santa Chiara, 6,6-9).
REGOLE ED ESORTAZIONI
Regola non bollata del 1221
Regola bollata del 1223
Piccolo Testamento
Testamento
Regola di vita negli eremi
Scritti per Chiara d’Assisi
- Forma di vita
- Ultima volontà
Ammonizioni
Paolo Rossi
paolo.r@sanfrancescoassisi.org